mercoledì 22 giugno 2011

Prestiti senza busta paga

Quando si richiede un prestito, la prima cosa che necessita presenterà all’istituto di credito al quale ci rivolgiamo, è la busta paga oppure la dichiarazione dei redditi se si è lavoratori autonomi. Questa è la clausola principale richiesta da un ente finanziario o istituto di credito quando ci si rivolge per avere un prestito.

Esistono tuttavia delle circostanze, con le quali è possibile richiedere un prestito senza busta paga e in alcuni casi anche ottenerlo. Di fatti esistono però delle clausole ben specifiche di cui tener conto. Il prestito senza busta paga è, di fatto, una forma di finanziamento nella quale il richiedente non mostra la sua entrata “fissa”, ma al contempo deve mostrare delle garanzie ben specifiche.

Una prima soluzione per ottenere un prestito senza busta paga, è data da un eventuale immobile di proprietà del soggetto che richiede il prestito. L’ipoteca su tale immobile è utilizzata come forma di garanzia quando si richiede un prestito. Questo caso va anche computato all’eventualità che chi richiede il prestito senza busta paga, sia proprietario di un immobile dal quale percepisce un’entrata costituita da un canone di affitto regolarmente registrato. Il prestito senza busta paga può anche essere richiesto quando si può documentare la stipula di un’assicurazione sulla vita. In questo caso, la banca o istituto di credito che concede il prestito senza la garanzia della busta paga, si basa sulla presenza finanziaria di tale assicurazione.

Esistono anche dei casi in cui il richiedente che lavora in nero e che quindi si trova sprovvisto di busta paga, possa vedersi concedere il prestito dallo stesso istituto nel quale è correntista da diversi anni e nel quale sono stati versati delle entrate regolari. In virtù di ciò la banca nei confronti del suo cliente potrebbe anche decidere di concedergli il prestito senza busta paga.

Quando si parla di questa tipologia di prestiti, si fa riferimenti a finanziamenti di piccoli importi, e che prevedono cifre che vanno dai 3.000 ai 5.000 euro. Trattasi, infatti, di una forma di piccolo prestito personale. Inoltre anche le carte di credito revolving sono definite anche delle forme di finanziamento, e spesso possono essere comprate anche da utenti senza busta paga, e che per le stesse modiche cifre, possono usufruire di questa forma di finanziamento.
Una clausola importante è quella di non essere un cattivo pagatore e di avere la figura dell’utente puntuale e che ha sempre adempiuto i suoi debiti.

Il prestito senza busta paga inoltre può essere richiesto presentando una figura avvallante, che faccia cioè da garante nei confronti di colui che ha richiesto il finanziamento, dando la sua personale garanzia dinanzi alla banca, di essere chiamato a corrispondere in prima persona al piano di ammortamento previsto del debito, nel caso in cui il debitore sia in chiare e precise difficoltà in tal senso.

Assicurazioni online

Le assicurazioni RCA per la responsabilità civile obbligatorie per tutti i mezzi di circolazione, sia che essi siano motoveicoli o ciclomotori, negli ultimi anni hanno fatto registrare un boom di innalzamento dei prezzi.

L’ambiente delle assicurazioni si giustifica asserendo che l’aumento delle polizze, è dovuto alle innumerevoli truffe che subiscono dagli utenti e che hanno subito soprattutto nel passato da un’utenza che purtroppo ha agito in modo disonesto e non corretto nei confronti della società assicurativa con la quale ha stipulato il contratto assicurativo.

Contemporaneamente si sono registrate anche innumerevoli numeri sempre in crescita di assicurazioni on line, e soprattutto l’aumento dei cittadini che decidono di stipulare con tali assicurazioni le loro stipule assicuratrici per regolare i propri mezzi.

Rivolgersi alle assicurazioni on line è facile e soprattutto permette di ridurre i tempi di attesa per un preventivo. Inoltre dà la possibilità di effettuare diversi preventivi comodamente da casa, senza doversi giostrare per la città in cerca dell’assicurazione maggiormente favorevole. Questa richiesta nasce anche dall’esigenza di ridurre i costi inerenti le assicurazioni, che sono diventati spesso troppo onerosi per le famiglie. Queste assicurazioni, grazie al tipo di lavoro svolto e soprattutto ai costi di gestione delle stesse, sono in grado di fornire preventivi notevolmente ridotti, rispetto alle classiche assicurazioni con le sedi logistiche disposte per la città.

Questo meccanismo permette alle assicurazioni di trovare sempre nuovi clienti e di allargare in maniera importante il loro raggio di azione. Infatti, spesso chi assicura un mezzo con le assicurazioni on line, sicuramente in futuro vedrà nascere un altro contratto assicurativo anche per gli altri veicoli di cui in possesso. Spesso questo avviene tramite incentivazioni con sconti e trattamenti preferenziali per i clienti che possiedono appunto più di un mezzo.
Stipulare un contratto con le assicurazioni on line, è diventata un’operazione molto facile e di semplice comprensione per tutti. Internet è diventato davvero il centro della vita reale, basta inviare la richiesta tramite dei moduli che si trovano nel sito stesso delle assicurazioni e inviare tutto in modo meccanico e autonomo. L’unica cosa di cui bisogno disporre è di un indirizzo e mail, tramite il quale avviene lo scambio della documentazione inerente appunto il contratto. In alternativa si può anche chiamare il numero di telefono sempre da loro indicato, e rispondere alle domande, che sono le stesse che sono effettuate negli uffici standard delle assicurazioni.

La mancanza d’intermediari è sicuramente ciò che favorisce preventivi finanziari maggiormente favorevoli ed economici. Quando avete intenzione di ottenere un preventivo per la vostra automobile, oppure per un motoveicolo da un’assicurazione on line, e oggi ne esistono davvero tante, ricordate di avere vicino a voi, tutti i dati che interessano il mezzo che intendete assicurare, oltre ovviamente quelli vostri o comunque dell’intestatario del mezzo da assicurare. Se invece i servizi si vogliono vendere, si consiglia come pubblicità il posizionamento sui motori di riceca.

mercoledì 15 giugno 2011

Assegni circolari

L'assegno circolare è un titolo di credito predisposto da un istituto bancario quando la somma necessaria al pagamento è disponibile fin da subito presso l'istituto spesso. Questo vuol dire che un assegno circolare può essere cambiato in denaro contante subito, con il cosiddetto “pagamento a vista”. Per questo motivo, l'assegno circolare è un assegno che non risulta mai scoperto e che perciò non può diventare un problema per chi lo accetta. L'assegno può essere incassato da una qualsiasi filiale della banca da cui è stato emesso e su di questo deve essere riportato il nome del beneficiario.

L'assegno circolare, per essere definito tale, deve avere: la denominazione di “assegno circolare”, cognome e nome del beneficiario, data e luogo di emissione, l'impegno della banca di pagare quando l'utente presenterà l'assegno, la sottoscrizione della banca emittente.

Un assegno circolare non è un assegno trasferibile e può essere perciò incassato solo dalla persona a cui è destinato. Ogni assegno di questo tipo ha poi una cosiddetta “garanzia di copertura”: ogni assegno ha infatti una data entro il quale si ha la garanzia che l'assegno sia coperto. In caso si voglia incassare l'assegno oltre quella data, si rischia di non essere pagati. In quel caso sarebbe necessaria un'azione legale per recuperare il denaro che non si è potuto incassare.

Ogni titolare di conto corrente può richiedere un assegno circolare alla propria banca, per un importo massimo di 12.500 euro. Però è possibile chiedere un assegno circolare in banca anche se il cliente non ha nessun conto corrente aperto nella banca a cui richiede l'assegno.

L'assegno circolare bellimbusto è una forma di pagamento sicura, essendo un titolo di credito nominale. Le accortezze da avere riguardano l'integrità fisica del titolo, che deve essere completo in tutte le sue parti. Solitamente gli impiegati di banca sono obbligati a tagliare l'angolo sinistro di un assegno contraffatto, perciò il fatto che un assegno non sia completamente integro molto probabilmente indica che l'assegno non è valido.

Prestito personale

Il prestito personale rientra nella categoria dei finanziamenti non finalizzati, in quanto il richiedente non è tenuto a specificare il motivo per cui richiede determinata cifra.

Tra il cliente e l’istituto di credito, quindi, non vi saranno intermediari o figure convenzionate, poiché è possibile investire l’importo ricevuto senza dover citare il bene da acquistare. Un’altra particolarità del prestito personale risiede nelle richieste di garanzia: generalmente le finanziarie non richiedono particolari garanzie come l’ipoteca su eventuali beni di proprietà.

È chiamato ‘prestito personale’ proprio perché è designato per le caratteristiche di ogni singolo richiedente e relativamente poco invasivo nei confronti dei beni in loro possesso, ma non sono rari i casi in cui gli istituti ricorrono alla richiesta di tecniche preventive. Soprattutto se si richiede un finanziamento elevato, i mediatori creditizi coinvolgono una terza figura che sia garante per eventuali insolvenze riguardanti le rate mensili con cui rimborsare il prestito, o sottopongono al richiedente un contratto che prevede la restituzione dell’importo tramite cambiali.

Il contratto sottoposto all’attenzione del futuro cliente citerà tutti i particolari riguardanti il prestito personale, come i tassi di interesse, l’ammontare del finanziamento e l’organizzazione delle rate mensili, tasso annuo effettivo globale (TAEG) e eventuali coperture assicurative richieste.
Qualora il cliente interrompa improvvisamente il rimborso, le conseguenze potrebbero essere gravi: si rischia, infatti, che gli interessi aumentino con l’applicazione di una mora, o che il proprio nominativo sia inserito nella lista dei cattivi pagatori con la conseguente segnalazione presso le Centrali Rischi. Gli istituti di credito, prima di accogliere le richieste inerenti prestiti, finanziamenti e mutui, consultano scrupolosamente un apposito Registro Informatico in cui è inserita la lista di tutti i cattivi pagatori: qualora il proprio nome compaia nel grande database, la richiesta di finanziamento sarà respinta senza esitazioni.

I prestiti personali dipendenti è estinguibili anche anticipatamente, ma la procedura prevede una penale corrispondente, solitamente all’1% dell’importo ricevuto.

martedì 7 giugno 2011

Cassa depositi e prestiti

Cassa depositi e prestiti è un ente pubblico la cui attività si articola in due parti: gestione separata e gestione ordinaria.

Controllata al 70% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e al 30% da 66 fondazioni bancarie, Cassa depositi e prestiti nasce nel 1850 a Torino. Il passaggio che ha portato l’ente all’attuale denominazione di Cassa depositi e prestiti è lungo e affonda le sue radici negli anni dell’Unità d’Italia. Nel 1863, infatti, l’ente incorpora le Casse di tutti gli stati che, col tempo, confluivano nel Regno d’Italia.
Come in precedenza specificato, la Cassa depositi e prestiti articola la sua attività in due parti differenti. Per gestione separata si intende il finanziamento degli investimenti statali e altri enti pubblici sulla base di quanto raccolto con il risparmio postale. Per gestione ordinaria, invece, è indicato il finanziamento delle opere e degli impianti dedicati alla fornitura di tutti i servizi pubblici o bonifiche, per una raccolta fondi esente dal controllo dello Stato.
Da oltre 150 anni, quindi, Cassa depositi e prestiti finanzia lo sviluppo del paese attraverso investimenti pubblici e opere di interesse nazionale. I finanziamenti pubblici, in particolare, sono garantiti dai mutui di scopo, con cui si tiene conto di tutti gli investimenti dello Stato e degli enti. Fondamentale è anche il sostegno alle imprese, con Fondi rotativi e finanziamenti a tasso agevolato che garantiscono investimenti in vari settori. La piccola e media impresa, allo stesso tempo, gode di finanziamenti ricavati dalla raccolta postale che non incidono in nessun modo sul bilancio pubblico. Cassa depositi e prestiti si impegna affinché sia disposto un finanziamento adeguato per tutti i progetti di interesse pubblico purché sostenibili dal punto di vista economico e finanziario.

Lo sviluppo del Paese è garantito non solo dalle agevolazioni e dagli investimenti possibili grazie a Cassa depositi e prestiti, bensì anche per la partnership consolidata con investitori europei quali la francese Caisse des Dépôts.

mercoledì 1 giugno 2011

Calcolo rata mutuo


Una volta scelto l’istituto di credito di fiducia da cui ricevere il nostro mutuo e verificato di poter disporre delle sufficienti garanzie al prestito, bisogna decidere l’importo della rata di restituzione dello stesso, e non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di una scelta che influenzerà la nostra quotidianità ed il nostro tenore di vita., attuale e futura.

La tendenza degli istituti di credito negli ultimi anni è stata quella di consentire una restituzione molto diluita, con tempi di restituzione dilatati fino ai 40 anni. La crisi economica ha calmato questa tendenza che sebbene rende accessibile il prestito a una fascia molto più ampia di persone, soprattutto ai giovani con basse retribuzioni, provoca poi un pagamento della rata stessa sproporzionale, ovvero sempre più ingente a seconda di quanto si allunghino i tempi di restituzione finendo con il pagare un tasso di interesse troppo alto.
D’altro canto è parimenti sconsigliabile prendersi carico di una rata troppo elevata, poiché causa stress e può influire sulla nostra vita quotidiana, oltre ad essere impedita dagli stessi istituti a partire da una valutazione sostenibile del rapporto rata/stipendio.
Nel determinare la durata si consiglia inoltre di considerare con l’ausilio di un commercialista quale sia la miglior condizione data la possibilità di detrazioni fiscali sui mutui casa.
Qualunque sia lo stipendio di cui disponiamo una indicazione generica sull’importo della rata, in caso di mutuo a tasso fisso, è che essa sia costituita dal 25 % circa del proprio reddito e, per quanto indicazione vaga si può considerare un buon valore medio su cui iniziare a ragionare.
In generale sia per i tassi variabili che fissi, per saggiare la sostenibilità di una rata mensile occorre valutare i costi fissi sostenuti ogni mese, tenendo conto di possibili imprevisti, e destinare alla restituzione una parte di reddito che non comprometta questi costi fissi necessari alla nostra vita quotidiana.

Detto questo, è anche premura ed interesse della banca accertarsi che sia possibile per il mutuatario restituire il prestito, e sapranno senza dubbio fornire un range affidabile di importo della rata.