venerdì 15 luglio 2011

Cessione del quinto

La cessione del quinto è una particolare forma di prestito personale che può essere attuata su uno stipendio o una pensione.

Normalmente, la rata mensile da pagare non può superare 1/5 dello stipendio, da qui deriva il particolare nome del prestito. La durata massima per saldare il debito è di 120 mesi, mentre la fine del pagamento non può superare la fine del contratto lavorativo.Per i pensionati, le rate non possono essere pagate oltre i 90 anni di età, per ovvi motivi.
La cessione del quinto può essere richiesta da tutti i lavoratori dipendenti e può essere erogata da banche e finanziarie. La sua caratteristica principale sta nel fatto che il pagamento della rata del debito viene garantita dalla riscossione dello stipendio o della pensione, riducendo così i rischi per gli Istituti di credito di non avere indietro l'intera somma erogata.
Ogni datore di lavoro ha l'obbligo di accettare la cessione del quinto per il proprio dipendente.
Il tasso di interesse previsto è fisso ed è prevista obbligatoriamente una polizza assicurativa, in caso di perdita del lavoro.
Ogni rata mensile sarà trattenuta dallo stipendio o dalla pensione del richiedente, che potrà quindi richiedere solo una somma relativa all'ammontare delle sue entrate mensili.
I pensionati possono usufruirne dal 2006, anche grazie all'appoggio di Istituti di previdenza come INPS o INPDAP.

I requisiti per chiedere la cessione del quinto sono i seguenti:

Contratto di lavoro a tempo indeterminato
Pensione mensile ed età inferiore ai 90 anni
Rata rimborsabile inferiore ad 1/5 dello stipendio
Iscrizione di una polizza vita che assicuri in caso di morte o perdita di lavoro

I costi totali dell'operazione comprendono le seguenti spese:

TAN
TAEG
Spese di apertura e gestione pratica
Premio assicurazione obbligatoria
Eventuali spese accessorie previste dall'Istituto di credito

Inpdap

L’INPDAP è l’istituto nazionale di previdenza dipendenti delle amministrazioni pubbliche nato nel giugno del 1994, il suo compito principale è quello di assicurare la previdenza appunto, dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni ovvero la liquidazione e il pagamento delle pensioni, dei trattamenti di fine rapporto e dei trattamenti di indennità.

Ad essa confluiscono: Enpas, Inadel, le Casse pensionistiche gestite dal Ministero del Tesoro.
Rappresenta, dopo l’INPS, un punto fermo del sistema pensionistico italiano
Le sue mansioni sono svariate, ecco in sintesi di cosa si occupa:
-acquisisce dati relativi alla contribuzione del datore di lavoro ( ovvero le pubbliche amministrazioni) attraverso rendiconti mensili
-trasmette al fondo gli aggiornamenti sugli accantonamenti
-gestisce i dati anagrafici degli iscritti verificandone le corrette informazioni
-fornisce assistenza agli enti datori di lavoro in termini di previdenza
-accantona le quote del TFR destinate alla previdenza complementare in base ai rendimenti stabiliti da una legge del ministero dell’economia e delle finanze
-acquisisce dal bilancio statale le risorse utili da ripartire al finanziamento della previdenza complementare
-trasferisce ai fondi le quote a carico delle amministrazioni statali datrici di lavoro
L’istituto in questione propone inoltre, in seguito ad una convenzione, dei servizi di assistenza ai fondi pensionistici a coloro che ne fanno richiesta favorendo così lo sviluppo delle previdenze complementari.
Al di fuori di queste occupazioni, l’INPDAP si interessa anche di servizi di carattere sociale e creditizio sia relativi ai dipendenti che prestano ancora attività lavorativa, sia a quelli già in pensione.

Propone differenti profili di credito sotto forma di piccoli prestiti in convenzione con gli istituti di credito, dedicati prevalentemente ai pensionati: case o alberghi a disposizione per delle villeggiature,soggiorni turistici a carattere culturale. Alla fascia d’età più giovane offre delle borse di studi, dei piccoli incentivi per l’apprendimento delle lingue straniere, per la formazione superiore ( master ).

mercoledì 22 giugno 2011

Prestiti senza busta paga

Quando si richiede un prestito, la prima cosa che necessita presenterà all’istituto di credito al quale ci rivolgiamo, è la busta paga oppure la dichiarazione dei redditi se si è lavoratori autonomi. Questa è la clausola principale richiesta da un ente finanziario o istituto di credito quando ci si rivolge per avere un prestito.

Esistono tuttavia delle circostanze, con le quali è possibile richiedere un prestito senza busta paga e in alcuni casi anche ottenerlo. Di fatti esistono però delle clausole ben specifiche di cui tener conto. Il prestito senza busta paga è, di fatto, una forma di finanziamento nella quale il richiedente non mostra la sua entrata “fissa”, ma al contempo deve mostrare delle garanzie ben specifiche.

Una prima soluzione per ottenere un prestito senza busta paga, è data da un eventuale immobile di proprietà del soggetto che richiede il prestito. L’ipoteca su tale immobile è utilizzata come forma di garanzia quando si richiede un prestito. Questo caso va anche computato all’eventualità che chi richiede il prestito senza busta paga, sia proprietario di un immobile dal quale percepisce un’entrata costituita da un canone di affitto regolarmente registrato. Il prestito senza busta paga può anche essere richiesto quando si può documentare la stipula di un’assicurazione sulla vita. In questo caso, la banca o istituto di credito che concede il prestito senza la garanzia della busta paga, si basa sulla presenza finanziaria di tale assicurazione.

Esistono anche dei casi in cui il richiedente che lavora in nero e che quindi si trova sprovvisto di busta paga, possa vedersi concedere il prestito dallo stesso istituto nel quale è correntista da diversi anni e nel quale sono stati versati delle entrate regolari. In virtù di ciò la banca nei confronti del suo cliente potrebbe anche decidere di concedergli il prestito senza busta paga.

Quando si parla di questa tipologia di prestiti, si fa riferimenti a finanziamenti di piccoli importi, e che prevedono cifre che vanno dai 3.000 ai 5.000 euro. Trattasi, infatti, di una forma di piccolo prestito personale. Inoltre anche le carte di credito revolving sono definite anche delle forme di finanziamento, e spesso possono essere comprate anche da utenti senza busta paga, e che per le stesse modiche cifre, possono usufruire di questa forma di finanziamento.
Una clausola importante è quella di non essere un cattivo pagatore e di avere la figura dell’utente puntuale e che ha sempre adempiuto i suoi debiti.

Il prestito senza busta paga inoltre può essere richiesto presentando una figura avvallante, che faccia cioè da garante nei confronti di colui che ha richiesto il finanziamento, dando la sua personale garanzia dinanzi alla banca, di essere chiamato a corrispondere in prima persona al piano di ammortamento previsto del debito, nel caso in cui il debitore sia in chiare e precise difficoltà in tal senso.

Assicurazioni online

Le assicurazioni RCA per la responsabilità civile obbligatorie per tutti i mezzi di circolazione, sia che essi siano motoveicoli o ciclomotori, negli ultimi anni hanno fatto registrare un boom di innalzamento dei prezzi.

L’ambiente delle assicurazioni si giustifica asserendo che l’aumento delle polizze, è dovuto alle innumerevoli truffe che subiscono dagli utenti e che hanno subito soprattutto nel passato da un’utenza che purtroppo ha agito in modo disonesto e non corretto nei confronti della società assicurativa con la quale ha stipulato il contratto assicurativo.

Contemporaneamente si sono registrate anche innumerevoli numeri sempre in crescita di assicurazioni on line, e soprattutto l’aumento dei cittadini che decidono di stipulare con tali assicurazioni le loro stipule assicuratrici per regolare i propri mezzi.

Rivolgersi alle assicurazioni on line è facile e soprattutto permette di ridurre i tempi di attesa per un preventivo. Inoltre dà la possibilità di effettuare diversi preventivi comodamente da casa, senza doversi giostrare per la città in cerca dell’assicurazione maggiormente favorevole. Questa richiesta nasce anche dall’esigenza di ridurre i costi inerenti le assicurazioni, che sono diventati spesso troppo onerosi per le famiglie. Queste assicurazioni, grazie al tipo di lavoro svolto e soprattutto ai costi di gestione delle stesse, sono in grado di fornire preventivi notevolmente ridotti, rispetto alle classiche assicurazioni con le sedi logistiche disposte per la città.

Questo meccanismo permette alle assicurazioni di trovare sempre nuovi clienti e di allargare in maniera importante il loro raggio di azione. Infatti, spesso chi assicura un mezzo con le assicurazioni on line, sicuramente in futuro vedrà nascere un altro contratto assicurativo anche per gli altri veicoli di cui in possesso. Spesso questo avviene tramite incentivazioni con sconti e trattamenti preferenziali per i clienti che possiedono appunto più di un mezzo.
Stipulare un contratto con le assicurazioni on line, è diventata un’operazione molto facile e di semplice comprensione per tutti. Internet è diventato davvero il centro della vita reale, basta inviare la richiesta tramite dei moduli che si trovano nel sito stesso delle assicurazioni e inviare tutto in modo meccanico e autonomo. L’unica cosa di cui bisogno disporre è di un indirizzo e mail, tramite il quale avviene lo scambio della documentazione inerente appunto il contratto. In alternativa si può anche chiamare il numero di telefono sempre da loro indicato, e rispondere alle domande, che sono le stesse che sono effettuate negli uffici standard delle assicurazioni.

La mancanza d’intermediari è sicuramente ciò che favorisce preventivi finanziari maggiormente favorevoli ed economici. Quando avete intenzione di ottenere un preventivo per la vostra automobile, oppure per un motoveicolo da un’assicurazione on line, e oggi ne esistono davvero tante, ricordate di avere vicino a voi, tutti i dati che interessano il mezzo che intendete assicurare, oltre ovviamente quelli vostri o comunque dell’intestatario del mezzo da assicurare. Se invece i servizi si vogliono vendere, si consiglia come pubblicità il posizionamento sui motori di riceca.

mercoledì 15 giugno 2011

Assegni circolari

L'assegno circolare è un titolo di credito predisposto da un istituto bancario quando la somma necessaria al pagamento è disponibile fin da subito presso l'istituto spesso. Questo vuol dire che un assegno circolare può essere cambiato in denaro contante subito, con il cosiddetto “pagamento a vista”. Per questo motivo, l'assegno circolare è un assegno che non risulta mai scoperto e che perciò non può diventare un problema per chi lo accetta. L'assegno può essere incassato da una qualsiasi filiale della banca da cui è stato emesso e su di questo deve essere riportato il nome del beneficiario.

L'assegno circolare, per essere definito tale, deve avere: la denominazione di “assegno circolare”, cognome e nome del beneficiario, data e luogo di emissione, l'impegno della banca di pagare quando l'utente presenterà l'assegno, la sottoscrizione della banca emittente.

Un assegno circolare non è un assegno trasferibile e può essere perciò incassato solo dalla persona a cui è destinato. Ogni assegno di questo tipo ha poi una cosiddetta “garanzia di copertura”: ogni assegno ha infatti una data entro il quale si ha la garanzia che l'assegno sia coperto. In caso si voglia incassare l'assegno oltre quella data, si rischia di non essere pagati. In quel caso sarebbe necessaria un'azione legale per recuperare il denaro che non si è potuto incassare.

Ogni titolare di conto corrente può richiedere un assegno circolare alla propria banca, per un importo massimo di 12.500 euro. Però è possibile chiedere un assegno circolare in banca anche se il cliente non ha nessun conto corrente aperto nella banca a cui richiede l'assegno.

L'assegno circolare bellimbusto è una forma di pagamento sicura, essendo un titolo di credito nominale. Le accortezze da avere riguardano l'integrità fisica del titolo, che deve essere completo in tutte le sue parti. Solitamente gli impiegati di banca sono obbligati a tagliare l'angolo sinistro di un assegno contraffatto, perciò il fatto che un assegno non sia completamente integro molto probabilmente indica che l'assegno non è valido.

Prestito personale

Il prestito personale rientra nella categoria dei finanziamenti non finalizzati, in quanto il richiedente non è tenuto a specificare il motivo per cui richiede determinata cifra.

Tra il cliente e l’istituto di credito, quindi, non vi saranno intermediari o figure convenzionate, poiché è possibile investire l’importo ricevuto senza dover citare il bene da acquistare. Un’altra particolarità del prestito personale risiede nelle richieste di garanzia: generalmente le finanziarie non richiedono particolari garanzie come l’ipoteca su eventuali beni di proprietà.

È chiamato ‘prestito personale’ proprio perché è designato per le caratteristiche di ogni singolo richiedente e relativamente poco invasivo nei confronti dei beni in loro possesso, ma non sono rari i casi in cui gli istituti ricorrono alla richiesta di tecniche preventive. Soprattutto se si richiede un finanziamento elevato, i mediatori creditizi coinvolgono una terza figura che sia garante per eventuali insolvenze riguardanti le rate mensili con cui rimborsare il prestito, o sottopongono al richiedente un contratto che prevede la restituzione dell’importo tramite cambiali.

Il contratto sottoposto all’attenzione del futuro cliente citerà tutti i particolari riguardanti il prestito personale, come i tassi di interesse, l’ammontare del finanziamento e l’organizzazione delle rate mensili, tasso annuo effettivo globale (TAEG) e eventuali coperture assicurative richieste.
Qualora il cliente interrompa improvvisamente il rimborso, le conseguenze potrebbero essere gravi: si rischia, infatti, che gli interessi aumentino con l’applicazione di una mora, o che il proprio nominativo sia inserito nella lista dei cattivi pagatori con la conseguente segnalazione presso le Centrali Rischi. Gli istituti di credito, prima di accogliere le richieste inerenti prestiti, finanziamenti e mutui, consultano scrupolosamente un apposito Registro Informatico in cui è inserita la lista di tutti i cattivi pagatori: qualora il proprio nome compaia nel grande database, la richiesta di finanziamento sarà respinta senza esitazioni.

I prestiti personali dipendenti è estinguibili anche anticipatamente, ma la procedura prevede una penale corrispondente, solitamente all’1% dell’importo ricevuto.

martedì 7 giugno 2011

Cassa depositi e prestiti

Cassa depositi e prestiti è un ente pubblico la cui attività si articola in due parti: gestione separata e gestione ordinaria.

Controllata al 70% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e al 30% da 66 fondazioni bancarie, Cassa depositi e prestiti nasce nel 1850 a Torino. Il passaggio che ha portato l’ente all’attuale denominazione di Cassa depositi e prestiti è lungo e affonda le sue radici negli anni dell’Unità d’Italia. Nel 1863, infatti, l’ente incorpora le Casse di tutti gli stati che, col tempo, confluivano nel Regno d’Italia.
Come in precedenza specificato, la Cassa depositi e prestiti articola la sua attività in due parti differenti. Per gestione separata si intende il finanziamento degli investimenti statali e altri enti pubblici sulla base di quanto raccolto con il risparmio postale. Per gestione ordinaria, invece, è indicato il finanziamento delle opere e degli impianti dedicati alla fornitura di tutti i servizi pubblici o bonifiche, per una raccolta fondi esente dal controllo dello Stato.
Da oltre 150 anni, quindi, Cassa depositi e prestiti finanzia lo sviluppo del paese attraverso investimenti pubblici e opere di interesse nazionale. I finanziamenti pubblici, in particolare, sono garantiti dai mutui di scopo, con cui si tiene conto di tutti gli investimenti dello Stato e degli enti. Fondamentale è anche il sostegno alle imprese, con Fondi rotativi e finanziamenti a tasso agevolato che garantiscono investimenti in vari settori. La piccola e media impresa, allo stesso tempo, gode di finanziamenti ricavati dalla raccolta postale che non incidono in nessun modo sul bilancio pubblico. Cassa depositi e prestiti si impegna affinché sia disposto un finanziamento adeguato per tutti i progetti di interesse pubblico purché sostenibili dal punto di vista economico e finanziario.

Lo sviluppo del Paese è garantito non solo dalle agevolazioni e dagli investimenti possibili grazie a Cassa depositi e prestiti, bensì anche per la partnership consolidata con investitori europei quali la francese Caisse des Dépôts.

mercoledì 1 giugno 2011

Calcolo rata mutuo


Una volta scelto l’istituto di credito di fiducia da cui ricevere il nostro mutuo e verificato di poter disporre delle sufficienti garanzie al prestito, bisogna decidere l’importo della rata di restituzione dello stesso, e non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di una scelta che influenzerà la nostra quotidianità ed il nostro tenore di vita., attuale e futura.

La tendenza degli istituti di credito negli ultimi anni è stata quella di consentire una restituzione molto diluita, con tempi di restituzione dilatati fino ai 40 anni. La crisi economica ha calmato questa tendenza che sebbene rende accessibile il prestito a una fascia molto più ampia di persone, soprattutto ai giovani con basse retribuzioni, provoca poi un pagamento della rata stessa sproporzionale, ovvero sempre più ingente a seconda di quanto si allunghino i tempi di restituzione finendo con il pagare un tasso di interesse troppo alto.
D’altro canto è parimenti sconsigliabile prendersi carico di una rata troppo elevata, poiché causa stress e può influire sulla nostra vita quotidiana, oltre ad essere impedita dagli stessi istituti a partire da una valutazione sostenibile del rapporto rata/stipendio.
Nel determinare la durata si consiglia inoltre di considerare con l’ausilio di un commercialista quale sia la miglior condizione data la possibilità di detrazioni fiscali sui mutui casa.
Qualunque sia lo stipendio di cui disponiamo una indicazione generica sull’importo della rata, in caso di mutuo a tasso fisso, è che essa sia costituita dal 25 % circa del proprio reddito e, per quanto indicazione vaga si può considerare un buon valore medio su cui iniziare a ragionare.
In generale sia per i tassi variabili che fissi, per saggiare la sostenibilità di una rata mensile occorre valutare i costi fissi sostenuti ogni mese, tenendo conto di possibili imprevisti, e destinare alla restituzione una parte di reddito che non comprometta questi costi fissi necessari alla nostra vita quotidiana.

Detto questo, è anche premura ed interesse della banca accertarsi che sia possibile per il mutuatario restituire il prestito, e sapranno senza dubbio fornire un range affidabile di importo della rata.

giovedì 26 maggio 2011

Prestiti cambializzati

I prestiti cambializzati sono un tipo di finanziamento personale non finalizzato: il richiedente non è tenuto a specificare la destinazione della somma ricevuta. Sin dal nome si evince la particolarità di questa tipologia di finanziamento, in quanto è possibile restituire l’importo ricevuto tramite cambiali.
Con tasso fisso a rata costante, il prestito cambializzato è dedicato a lavoratori dipendenti con la garanzia del TFR, lavoratori autonomi e liberi professionisti, lavoratori neo assunti, quindi senza TFR ma con la doppia firma di un garante, e pensionati con certificati INPS. Il piano di ammortamento sarà organizzato secondo tempistiche varie: si va dai 12 ai 120 mesi. 
 
Numerosi i vantaggi di un prestito cambializzato, vera e propria risorsa anche per i cattivi pagatori. Gli istituti di credito, infatti, non sono tenuti a controllare la storia creditizia del richiedente tramite la centrali rischi, per cui talvolta è uno dei pochi finanziamenti concessi a quanti siano stati giudicati cattivi pagatori. Le tasse rateali, inoltre, sono molto basse, e la somma richiesta è erogata, generalmente, in tempo molto brevi. È possibile accedere ad un prestito cambializzato anche se il richiedente presenta altri finanziamenti in corso: in tal caso, l’estinzione sarà anticipata.

I requisiti che il cliente deve possedere sono i medesimi di un prestito personale non finalizzato, ovvero un reddito documentabile con cui sia garantita la solvibilità del finanziamento, documentazione che dimostri la condizione lavorativa, quindi ultima busta paga, modello CUD o modello Unico.
Gli istituti di credito sono soliti inglobare tutte le spese all’interno della rata da pagare. Diversamente, sarà specificato che il cliente, oltre all’importo ricevuto per il prestito cambializzato, sarà tenuto a pagare spese di pratica istruttoria, registrazione contratti, assicurazioni, commissioni e acquisto cambiali. Il prestito cambializzato si rivela, talvolta, l’unica possibilità di ottenere somme anche consistenti per chi presenta una storia creditizia contrassegnata da debiti e rate insolute. 

mercoledì 11 maggio 2011

Finanziamenti personali

Il finanziamento è diventato la forma più diffusa per l’acquisto di beni e servizi, quando la consueta disponibilità liquida avente a disposizione, ne impedisce il realizzo. I finanziamenti personali sono catalogati in quella categoria di crediti al consumo, che non sono erogati per l’acquisto di un determinato bene o servizio, ma sono concessi dalle banche o enti finanziari accreditati per farlo, per fini del tutto personali.

Oggi spesso si utilizzano per l’acquisto di un’automobile, o magari di un viaggio che rappresentano spesso mete irraggiungibili. In questo tipo di finanziamento è però esclusa l’ipotetica figura di un ente convenzionato, proprio perché appartiene alla categoria dei finanziamenti non finalizzati. In questo modo quando la richiesta del finanziamento personale è accettata dall’ente che sta esaminando la pratica, la somma corrispondente al prestito, è affidata direttamente al soggetto che l’ha richiesta tramite bonifico bancario o emissione di assegno circolare.
Nonostante questo, l’ente creditizio potrebbe richiede al futuro debitore il motivo che lo spinge alla richiesta di un prestito, con eventuali preventivi inerenti l’acquisto di un bene o servizio per il quale è stata fatta domanda di prestito. Questo tipo di contratto di finanziamento, ha incalzato negli ultimi anni la figura del fideiussore, ossia di quella persona adibita a garante nei confronti dell’ente che eroga il finanziamento, nel caso in cui il soggetto che ha sottoscritto il prestito diventi un pagatore insolvente. Per questo tipo di prestiti, infatti, non è prevista secondo le normative vigenti un’ipotetica ipoteca su beni immobili, per cui la banca o la società che effettua il credito, deve necessariamente avvalersi di alcuni specifici mezzi che abbiano la funzione di garante del prestito.
Da un punto di vista prettamente tecnico, quando si richiede un prestito, ciò di cui bisogna tener conto sono ovviamente oltre alla cifra interessata del capitale richiesto, anche dei tassi d’interesse richiesti dall’ente creditizio, e quindi dei tassi TAEG e TAN, indispensabili per valutare la convenienza di un finanziamento. Ricordiamo che il TAN è l’indice espresso in percentuale che calcola gli interessi, e il TAEG invece è il tasso effettivo globale, che indica virtualmente quanto costerà questo prestito al cliente. Infatti, quest’ultimo racchiude anche spese onorarie accessorie come la chiusura e apertura pratica e quant’altro, di cui spesso s’ignora la presenza fino al momento decisivo del contratto.
Le cifre in termini economici erogate con i finanziamenti personali inpdap, possono avere un valore di 2.000 euro, fino a un massimo di 30.000, in alcuni casi e solo alcune società di credito innalzano la loro prospettiva di finanziamento fino a 50.000 euro. In quest’ultimo caso va aggiunto che più il capitale richiesto è alto, maggiore potrebbe di certo essere la percentuale d’interesse applicata in virtù di garanzia per l’ente finanziatore.

Quando si sottoscrive un finanziamento personale, il debitore s’impegna ad onorare il piano di ammortamento previsto, quasi sempre quello alla francese, e cioè con rate costanti per tutta la durata del finanziamento, con il versamento mensile delle rate specifiche, maggiorate del calcolo degli interessi, i quali saranno restituii con la procedura decrescente mentre il capitale con quella crescente.

lunedì 2 maggio 2011

Il protesto

Il protesto o, come più tecnicamente è corretto dire, la “levata di protesto”, è l’atto formale mediante cui un pubblico ufficiale – notaio, segretario comunale etc - su richiesta di una banca, dà atto del mancato pagamento, o del rifiuto al pagamento, al momento della scadenza, di un titolo cambiario del genere vaglia cambiario pagherò, cambiale tratta accettata o, più comunemente, assegno, e lo rende immediatamente esecutivo, alla stregua di un decreto ingiuntivo. In tal modo il creditore che intenda ottenere il pagamento del proprio credito (unitamente agli interessi di mora) è messo in condizione di esercitare l’azione di pignoramento sui beni del debitore in via diretta, senza la lunga e dispendiosa trafila di un’azione giudiziaria; o di agire in via di regresso, se lo preferisce, rivalendosi sui precedenti portatori del titolo (giranti, avallanti, traenti, per la cambiale tratta) piuttosto che sull’originario emittente. Difficile avere un prestiti a protestati, in queste condiziomi.

Il nome del debitore protestato, unitamente ai dati del debito insoluto, confluisce su un elenco redatto su doppio supporto, cartaceo ed informatico, che viene comunicato al presidente del Tribunale della circoscrizione in cui il pubblico ufficiale redigente esercita le proprie funzioni, e alla Camera di Commercio (ogni primo del mese, per i protesti iscritti fino al 26 del mese precedente). Se il protesto riguarda un assegno insoluto, il nome del protestato viene inserito anche nell'archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento della Banca d'Italia, da cui discende in automatico, la revoca di sistema, il divieto, vale a dire, di emettere assegni per i sei mesi successivi.

Entro dieci giorni dalla ricezione dell’elenco da parte dei pubblici ufficiali ha luogo la pubblicazione mediante inserimento dei dati in un apposito archivio informatico – il bollettino dei protesti - a tutela, com’è chiaro, dei creditori attuali e potenziali. Chi è già inserito nell’archivio infatti, cercherà di saldare il proprio debito al fine di ottenerne una cancellazione anticipata. Di contro, chi intendesse instaurare un rapporto creditizio con il protestato, si pensi alle banche o agli istituti finanziari, mediante un semplice controllo incrociato alla Camera di Commercio e alla Banca d’Italia, potrà accertarne l’inaffidabilità e regolarsi di conseguenza.

L’iscrizione nel registro ha la durata di cinque anni, fatta salva la possibilità, per il creditore, a un anno dalla levata del protesto, di chiedere la riabilitazione ai sensi dell'art. 17 della  legge 108/96, in presenza delle due condizioni stabilite dalla legge:
  1. Il pagamento del debito;
  2. Il possesso materiale del titolo e della quietanza di pagamento.

lunedì 18 aprile 2011

Prestiti per casalinghe

Mentre solo poco tempo fa per una casalinga ottenere un finanziamento era pressoché impossibile, oggi è possibile richiedere un prestito anche per questa categoria di persone grazie, appunto agli appositi prestiti per casalinghe.

I prestiti per casalinghe fanno parte della categoria di prestiti atipici, in quanto vengono offerti solo da alcuni istituti di credito che si occupano in prevalenza di piccoli finanziamenti e forniscono, anche a chi non dispone di molte garanzie, la possibilità di accedere al prestito per far fronte a piccole necessità quotidiane come l'acquisto di un elettrodomestico, spese di riparazione dell'automobile, piccoli lavori di casa e cose del genere, prendendo voli low cost madrid.

I prestiti per casalinghe possono essere richiesti sia da chi, oltre all'attività domestica, svolge un lavoro part time in regola, sia da chi non ha un reddito dimostrabile. Nel primo caso la casalinga può ottenere il prestito da sola, senza che debbano essere coperte da firme di garanzia da parte di familiari o del marito; nel secondo caso, invece, ci sono due possibilità: normalmente, gli istituti di credito erogano prestiti per casalinghe richiedendo la firma di un garante, che può essere il marito, un genitore o un altro familiare, in modo da accertarsi che il prestito sia comunque coperto da una fonte di reddito stabile e duratura. E' possibile però ottenere prestiti per casalinghe anche richiedendo una carta revolving, che in sostanza è una carta di credito provvista di un fido di 1.500-2000€; i requisiti necessari per ottenere una carta revolving sono infatti molto meno severi di quelli necessari per un prestito personale e questo tipo di carta prevede il rimborso del prestito in rate decisamente piccole, sebbene il costo del finanziamento abbia tassi di interesse molto più elevati.

Il sistema delle carte revolving si applica comunque solo per prestiti per casalinghe di piccole entità, fino a circa 2.000€. Per prestiti più cospicui, è sempre richiesta la firma di un garante.